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Operazione di Vigilanza ambientale

Operazione di Vigilanza ambientale - WWF Salerno
Eboli, sotto sequestro azienda agricola per inquinamento ambientale: acidi e liquami finivano nei terreni coltivati
 
Nella giornata di sabato 4 aprile ad Eboli, in località “Torre Palladino”, il Nucleo Guardie Ambientali ed i Carabinieri,  hanno sottoposto a sequestro probatorio un'azienda agricola zootecnica, che si estende su di una superfice di 35mila mq con 1.100 bufale, denunciando il titolare, AG di 50 anni originario di Agropoli.

Queste le infrazioni rilevate:

>scarico illegale di siero di latte frammisto a sostanze acide e prodotti usalmente utilizzati per la pulizia delle strutture industriali

>illecito smaltimento, attraverso un sistema di pompe sommerse e/o interrate, di liquami provenienti dalle aree di stabulazione

>scarico e deposito sul suolo e nel sottosuolo di rifiuti speciali non pericolosi ed in particolare rifiuti zootecnici provenienti dall’attività di allevamento bufalino

>deposito incontrollato di rifiuti ed in particolare affluenti zootecnici in un canale consortile per l’irrigazione dei terreni della piana del Sele a seguito della illecita attività di scarico

L’azienda in sequestro è stata affidata in custodia giudiziale al proprietario. L’attività ispettiva è stata intrapresa all’alba di ieri per verificare la corretta modalità di gestione degli effluenti zootecnici provenienti dall’allevamento ed il rispetto della normativa vigente.

L’allevamento di 1.100 capi bufalini si sviluppa su una superficie quasi completamente cementata, provvista di due vasche di stoccaggio dei reflui zootecnici. I reflui palabili e non palabili (cioè che possono o meno essere smossi con una pala, ndr) presenti nei canali scoperti vengono fatti defluire in direzione delle vasche a mezzo di acqua proveniente dal canale consortile per l’irrigazione dei terreni della piana del fiume Sele.

Il mancato riscontro, però, nelle vasche di stoccaggio dei volumi di acqua della linea consortile ha impegnato oltremodo gli operanti in una accurata verifica delle linee di deflusso nonché delle linee di pozzetti. Tale verifica (necessaria anche alla luce della scoperta di effluenti zootecnici presenti nel canale in terra battuta all’esterno, al confine con il perimetro aziendale, nonché della presenza di condotte), ha permesso di accertare che le acque di piazzale e quelle reflue (liquami zootecnici) venivano immesse in una vasca secondaria (per mezzo di condotte interrate, con l’usilio di una pompa sommersa) e poi scaricate forzatamente a seguito della messa in funzione della pompa sommersa e dello spostamento di due chiavi di arresto.

In tal modo i reflui zootecnici venivano scaricati in un tombino sotto il quale era presente un vecchio canale di cemento cui era stata rimossa la coperura per consentire l’illecito scarico in un secondo canale che si immetteva all’esterno, indirizzando i reflui zootecnici nel canale consortile per irrigazione dei terreni della piana del fiume Sele.

Inoltre è stato appurato che la concimaia favoriva l’immissione del percolato nella condotta consortile, dove venivano convogliati i reflui zootecnici. Infine è stato accertato che le acque di scarico della sala mungitura, insieme alle acque di lavaggio frammiste ad acidi e sostanze impiegate per la pulizia della lavatrice e di altri macchinari, venivano convogliate in un canale esterno che le immetteva nel canale consortile.

Alla luce delle palesi violazioni accertate ed in assenza di qualsiasi documentazione, registri ed autorizzazioni, i Carabinieri hanno sequestrato l'azienda con 1100 capi bufalini e l'annessa sala mungitura facendo carico al proprietario di rispettare la normativa vigente in materia di tutela e benessere degli animali (alimentazione, pulizia e mungitura degli stessi), diffidandolo a chiudere le tubazioni che consentono lo scarico delle acque reflue nel canale consortile. All’azienda sono stati apposti 5 sigilli.

06/04/2009 commenti (0)