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Moria di pesci nel fiume di Agropoli

I pesci morti ritrovati nel fiume Testene ad Agropoli, non sono morti per eccessivo calore, ma per fenomeni di inquinamento
Sul numero della Città del 04 settembre 2008 è stato pubblicato un articolo recante notizia di una moria di pesci nel fiume Testene, il corso d’acqua principale che attraversa l’abitato di Agropoli prima di sfociare a mare. Nello stesso articolo si dichiara che i pesci ritrovati siano morti a causa dell’ eccessivo calore di questi ultimi giorni. Il responsabile del settore fauna ittica ed acque interne del WWF SALERNO ONLUS, dott. Alberto Gentile, afferma che i pesci fotografati appartengono a una specie di ciprinidi d’acqua dolce (cavedano) abbastanza resistente all’inquinamento e all’innalzamento della temperatura. E’ comunque abitudine di questa specie risalire i corsi d’acqua in cerca di acque più fresche e ripararsi in prossimità delle sponde per trovare riparo dai raggi del sole. Di conseguenza, è improbabile che la causa di morte sia da ricercarsi solo nell’aumento delle temperature, ma piuttosto nella ridotta portata idrica (provocata dalle captazioni abusive) che unitamente agli scarichi inquinanti già esistenti, hanno determinato fenomeni di anossia intollerabili per la vita delle specie presenti. Questo significa che i danni prodotti potrebbero essere più gravi del previsto. Si invita pertanto, l’amministrazione comunale a controllare lo stato dell’ambiente fluviale e dei requisiti stabiliti dalla legge in materia, in particolare il deflusso minimo vitale e lo stato ambientale delle acque al fine di verificarne l’idoneità alla vita delle specie ittiche. Sarebbe, inoltre, utile censire tutti gli scarichi (continui ed occasionali) presenti lungo l’asta fluviale perché la sola trasparenza delle acque non è di per sé indice di buona qualità.
04/12/2008 commenti (0)
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